I) Quale e la definizione per lei sulla Bauhaus?

Ci sono stata  tutti i presupposti sul piano etnografico sociale antropologici sia sta pensata dall’atto di fondazione come una comunità Ierofania, una comunità dove si manifesta una sacralità .

Infatti una comunità che si richiama a una realtà del tutto diversa rispetto a quella comunemente intesa come del “nostro mondo”, il luogo il profano, la quale si manifesta nella realtà ordinariamente percepita.

Con questi presupposti comincio a leggere la Scuola del Bauhaus.

Infatti Bauhaus affonda nella cultura  tedesca, quella cultura elitaria e iniziatica, dove produceva in certi periodi  nella sua storia società iniziatiche esoteriche e occulte, ricordiamo la  “Società Antroposofica” di Rudolf Steiner, che hanno lo scopo di Rifondare il nuovo mondo.

L’Europa era nel 1918 una società devastata dalla prima guerra mondiale e nel pieno della pandemia della spagnola, molti architetti tedeschi da anni non lavoravano, stavano sepolti tra le trincee, e nememno il dopoguerra avrebbe risolto i loro problemi, non era stata una guerra combattuta tra l’Euorpa non aveva devastato città, era stata una guerra di posizione.

Se l’architetto non trova risposte a terra, sapete dove lancia di solito la sua sfida…

Alle Stelle …citando il manifesto del futurismo di F.T MArinetti.

 

Nel 1919 veniva pubblicato il volume di Bruno Taut Die alpine Architektur.

Il testo era stato composto durante la Prima guerra mondiale, avendo sullo sfondo gli eccidi di massa e le distruzioni determinate dal conflitto.

Ponendosi “al di sopra della mischia”, Taut volgeva il suo sguardo alle montagne e alle loro vette come un campo libero nel quale esprimere le potenzialità costruttive ed edificatorie dell’essere umano all’interno del quale la comunità umana avrebbe potuto riconciliarsi con se stessa.

Da luogo estremo e ostile alla presenza umana le Alpi si sarebbero trasformate nel terreno di gioco architettonico e decorativo di un’umanità finalmente libera di fare di esse una casa del futuro.

Ma le montagne rappresentavano al tempo stesso una sorta di “trampolino verso le stelle” e verso infinite potenzialità di trasformazione e di edificazione.

Die alpine Architektur, nelle intenzioni del suo autore, era teso verso una meta di progresso spirituale prima ancora che architettonico, volto a cancellare l’opposizione archetipica tra basso e alto caratteristica della simbologia alpina, lasciando intatto solo l’alto.

 

Una prima bozza progettuale di questa struttura risale già al 1917, quando Erich Mendelsohn era impegnato sul fronte russo, in trincea: «Dopo un’ora di sonno, sono colto da un nuovo accesso di febbre disegnativa che produce una massa di schizzi» scriveva il 24 giugno 1917, in piena guerra «Oggetti, per la maggior parte, tellurici e planetari freundlichiani».

Egli, dunque, coltivava l’idea di realizzare un osservatorio già ben prima della richiesta di Freundlich e, anzi, aveva avviato un processo ideativo che anche una volta aperto il cantiere della struttura si presenterà ricchissimo di disegni, prospetti ed idee. Ovviamente Mendelsohn era molto allettato dalla commissione, che gli avrebbe consentito di declinare le sue modernissime concezioni architettoniche con una teoria fisica altrettanto moderna come quella proposta da Einstein.

 

lBauhaus-Archiv Berlin / © Fondazione Karl Peter Röhl, Weimar.

Design for the Bauhaus Signet (Star Manikin), design: Karl Peter Röhl, 1919

In quanto tale, la testa dello “Sternenmännchen” (stella mannikin) (maschio stellato ) si basa su una variazione del simbolo cinese “yin e yang”, mentre il suo corpo si riferisce alla runa germanica “albero della vita”.

Entrambi i simboli incarnano la connessione del principio maschio / femmina. Esiste un’altra relazione dualistica tra la forma piumata a sinistra e la svastica a destra: qui i simboli di calma “e” movimento “si fronteggiano.

La piramide innalzata dallo Sternenmännchen rappresenta le arti unite nel “grande edificio”.

Inoltre, la figura risulta essere dotata di una chiave che richiama alla mente la chiave della corporazione dei muratori medievali.

Il sole e la stella localizzano l ‘”Homo caelestis” nell’universo, la cui perfezione è rappresentata dal cerchio che delimita il sigillo.

Il primo logo Bauhaus, d’altra parte, è stato sviluppato poche settimane dopo da Karl Peter Röhl come vincitore di un concorso studentesco.

Il suo “star man” simboleggia in modo congeniale il cosmo intellettuale e gli obiettivi educativi del primo Bauhaus.

L’attenzione si concentra sulle persone, la visione di una nuova comunità umana pacifica e globale.

Le religioni e le culture del mondo sono unite in questo sigillo.

La figura snella indossa una piramide egizia con le braccia tese, accompagnata da simboli cosmici come la svastica, la ruota solare e il simbolo buddista della fortuna. La testa stilizzata circolare – metà nera, mezzo bianco – simboleggia il Jing e il Jang dei cinesi. La stessa figura stilizzata è la runa germanica per uomini e donne, che nella scrittura si riferisce anche alla famosa rappresentazione dell’uomo ideale del Rinascimento di Leonardo da Vinci.3

Questo logo quasi sovracodificato per un’università di recente formazione illustra il superamento di vecchi schemi di pensiero e comportamento eurocentrici e l’obiettivo di formare designer creativi per un mondo democraticamente strutturato e globalizzato.

Libero da utopie e visioni espressamente esuberanti, Oskar Schlemmer adottò l’affermazione centrale di Röhl nel 1921 con il suo sigillo, la famosa testa del Bauhaus di profilo.

Per capire meglio il sogno del bahuas …

C’è un uomo delle stelle che sta aspettando in cielo
Vorrebbe venire e incontrarci
Ma ha paura di sconvolgerci

C’è uno starman in attesa nel cielo Vorrebbe
venire e incontrarci
Ma pensa che ci
lascerebbe a bocca aperta C’è uno starman in attesa nel cielo
Ci ha detto di non farlo saltare

David Bowie Starman (1972)

Il Bahaus nasce da un grande sogno mistico.

Senza citare  Johannes Itten  maestro del Mazdaznan e uno dei primi maestri di forma del  Bauhaus.

“I terribili eventi e le devastanti perdite della guerra avevano portato caos e confusione in tutti i campi. Tra gli studenti ci sono state discussioni senza fine e una ricerca impaziente di un nuovo atteggiamento mentale. La mia attenzione è stata attirata dal libro di Spengler, The Decline of the West. Mi resi conto che la nostra civiltà tecnico-scientifica era arrivata a un punto critico. Gli slogan “Back to Handicraft” o “Unity of Art and Technology” non mi sembravano risolvere i problemi.

O il primo organigramma tipico delle logge massoniche

Retto da Rat der Meister (Consiglio dei Maestri) proposto da Otto Bartning divenne l’effettivo Meisterrat, delle quali attività gli studenti erano sempre ben informati.

Esso nominava i maestri e gestiva le attività degli allievi, nel loro percorso da apprendista di primo livello (Lehrling), ad apprendista di secondo livello (Geselle, dopo 3 anni) fino alla nomina a giovani insegnanti (Jungmeister, dopo 6 anni).

 

 

 

 

II Quale impatto  della architettura della Bauhaus nella storia della architettura?

Alcuni giorni fa il presidente dell’europa Ursula ha detto rifonderemo la Bauhaus!

 

Il primo discorso sullo stato dell’Unione di Ursula von der Leyen 16 Settembre 2020

“Ogni movimento ha una sua estetica. E dobbiamo dare al nostro cambiamento sistemico una propria estetica distinta, per abbinare lo stile alla sostenibilità.

Questo è il motivo per cui creeremo un nuovo “Bauhaus” (stile architettonico, ndr) europeo, uno spazio di co-creazione in cui architetti, artisti, studenti, ingegneri, designer lavorano insieme per realizzare questo obiettivo”.

Bauhaus è decisamente un mito e ogni mito si declina nella mitologia.

L’idea del Bauhaus, che è di sottoporre tutto ciò che può essere progettato a un carattere estetico funzionale, vuole fondere tra loro architettura, pittura e scultura e allo stesso tempo contribuire alla riconciliazione tra tecnologia e arte, nonché uomo e civiltà.

 

La genesi dell’inizio nel mondo, la fine a Berlino 1932-1933 –  

Nel 1932 il Bauhaus fu trasferito a Berlino-Lankwitz come istituzione privata ; ma già nel 1933 l’istituto fu finalmente costretto a dissolversi dai nazionalsocialisti attraverso repressioni come perquisizioni domiciliari, sigillatura delle stanze e arresto di studenti. 

Molti membri del Bauhaus emigrarono e contribuirono così alla diffusione internazionale delle idee del Bauhaus.

Ne 1929 lascia Gropius e nel 1935 la scuola definitamente chiude e inizia la dispora di architetti nel mondo fortemente ideologizzati.

Nel 1933 molte idee architettoniche stavano convergendo e Tel Aviv era il luogo ideale per metterle alla prova, molti architetti ebrei usciti dalla scuola del Bahuas si trasferirono a Tela Aviv, e costruirono la Citta Bianca, ora patrimonio dell’unesco.

Le opportunità di commissioni diminuirono con la Grande Depressione dopo il 1929.

A partire dal 1930, Mies prestò servizio come ultimo direttore del vacillante Bauhaus , su richiesta del suo collega e concorrente Walter Gropius . Nel 1932, la pressione politica nazista costrinse la scuola sostenuta dallo stato a lasciare il suo campus a Dessau e Mies la trasferì in una fabbrica di telefoni abbandonata a Berlino. Nel 1933, tuttavia, il funzionamento continuato della scuola era insostenibile (fu razziato dalla Gestapo in aprile) e nel luglio di quell’anno Mies e la facoltà votarono per chiudere il Bauhaus. Ha costruito molto poco in questi anni (una commissione costruita è stata Philip Johnsonappartamento di New York); i nazisti rifiutarono il suo stile in quanto non “tedesco” nel carattere.

Frustrato e infelice, lasciò a malincuore la sua patria nel 1937 quando vide svanire la sua opportunità per eventuali future commissioni di costruzione, accettando una commissione residenziale nel Wyoming e poi un’offerta per dirigere il dipartimento di architettura dell’Illinois Institute of Technology (IIT) di recente costituzione a Chicago.

Lì introdusse un nuovo tipo di educazione e atteggiamento più tardi noto come Second Chicago School , che divenne molto influente nei decenni successivi in ​​Nord America ed Europa.

Negli Stati Uniti

International Style Espressione coniata da P. Johnson e H.-R. Hitchcock nel saggio The International Style: Architecture since 1922, scritto nel 1932 a complemento della prima mostra di architettura moderna tenuta nello stesso anno al Museum of modern art di New York.

La mostra (ideata da A. Barr e curata da P. Johnson) evidenziava come maestri della nuova architettura Le Corbusier, W. Gropius e L. Mies van der Rohe, e nel saggio gli autori auspicavano la realizzazione di un linguaggio architettonico internazionale, e quindi sollevato da qualsiasi regionalismo, fondato sui basilari principi dell’architettura moderna, esemplarmente presenti soprattutto nell’opera di Mies van der Rohe (semplicità, funzionalismo, sfruttamento dei materiali moderni ecc.).

Nonostante abbiano suscitato polemiche e contestazioni da parte di alcuni critici e architetti, la tesi e l’espressione I. ebbero notevole fortuna.

 

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Quel  Catalogo

Questo catalogo ha fatto molti proseliti negli USA, grazie all’opera dei giovani Philips . Johnson e H.-R. Hitchcock, non erano architetti, ma “operatori culturali”

Nel 1930, Johnson entrò a far parte del dipartimento di architettura del Museum of Modern Art di New York.

Diventando con Hitchcock uno dei più grandi influencer piu in voga negli Sati Uniti  nella divulgazione dell’architettura al grande pubblico.

Grande pubblico statunitense, e committenza che sposo le caratteristiche più comuni degli edifici International Style sono le forme rettilinee; superfici piane leggere e tese che sono state completamente private di ornamenti e decorazioni applicati; spazi interni aperti; e una qualità visivamente senza peso generata dall’uso della costruzione a sbalzo .

Il vetro e l’acciaio, in combinazione con il cemento armato solitamente meno visibile , sono i materiali caratteristici di costruzione. I

La tecnologia era un fattore cruciale; la nuova disponibilità di ferro e acciaio a basso costo, prodotti in serie e la scoperta nel 1890 dell’efficacia di quei materiali come elementi strutturali primari rese efficacemente le antiche tradizioni della muratura(mattone e pietra) costruzione obsoleta. Il nuovo uso del cemento armato come elementi secondari di supporto (pavimenti, ecc.) E del vetro come rivestimento per gli esterni degli edifici ha completato la tecnologia necessaria per l’edilizia moderna e gli architetti hanno deciso di incorporare quella tecnologia in un’architettura che ne riconosceva apertamente nuove basi tecniche.

L’International Style si è così formato secondo i dettami che la forma e l’aspetto degli edifici moderni dovrebbero naturalmente crescere ed esprimere le potenzialità dei loro materiali e dell’ingegneria strutturale.

Un’armonia tra espressione artistica, funzione e tecnologia sarebbe così stabilita in una nuova architettura austera e disciplinata .

Gropius e Mies erano meglio conosciuti per le loro strutture di facciate continue in vetro che abbracciano travi di acciaio che formano lo scheletro dell’edificio. Importanti esempi del lavoro di Gropius sono le Opere Fagus (1911) ad Alfeld-an-der-Leine, Germania; il Bauhaus (1925-1926) a Dessau, in Germania; e il Graduate Center dell’Università di Harvard (1949-1950) a Cambridge, Massachusetts, che dimostrano la sua preoccupazione per gli spazi interni ordinati.

Mies van der Rohe ei suoi seguaci negli Stati Uniti, che hanno fatto molto per diffondere lo stile internazionale, sono più chiaramente identificati con il vetro e l’acciaio grattacieli come i Lake Shore Drive Apartments (1949–51) a Chicago e il Seagram Building (1958) a New York City , quest’ultimo progettato in collaborazione con Johnson.

Oud ha contribuito a conferire al movimento forme geometriche più arrotondate e fluide.Anche Le Corbusier era interessato al trattamento più libero del cemento armato, ma aggiunse il concetto di proporzione modulare per mantenere una scala umana nel suo lavoro. Tra le sue opere famose nello stile internazionale c’è ilVilla Savoye (1929-1931) a Poissy, Francia.

Negli anni ’30 e ’40 lo stile internazionale si diffuse dalla sua base in Germania e Francia al Nord e Sud America , Scandinavia, Gran Bretagna e Giappone. Le qualità pulite, efficienti e geometriche dello stile vennero a formare la base del vocabolario architettonico del grattacielo negli Stati Uniti negli anni ’50 e ’60. L’International Style ha fornito un fondamento logico estetico per i grattacieli essenziali e dalla superficie pulita che sono diventati lo status symbol del potere e del progressismo delle multinazionali americane in questo momento.

Negli anni ’70 alcuni architetti e critici avevano iniziato a irritare i vincoli e le limitazioni inerenti allo stile internazionale. La qualità spoglia e denudata delle “scatole” in acciaio e vetro che incarnavano lo stile appariva ormai stucchevole e stereotipata. Il risultato è stato una reazione contro l’architettura modernista e una rinnovata esplorazione delle possibilità di design e decorazione innovativi. Gli architetti hanno iniziato a creare strutture più libere e fantasiose che utilizzavano materiali da costruzione moderni ed elementi decorativi per creare una varietà di nuovi effetti. Questo movimento divenne importante alla fine degli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80 e divenne noto come postmodernismo .

 

 

III Come arriva influenza della Bauhouse in latino america e Bolivia?

 

In America Latina, lo stile internazionale dell’architettura fiorì a metà del XX secolo, sostituendo il classicismo dei decenni precedenti.
I paesi con economie in forte espansione e sforzi di costruzione della nazione hanno abbracciato l’astrazione internazionale come alternativa all’indigenismo.
Lo stile internazionale è un termine generale che si riferisce all’architettura moderna spesso spogliata di ornamenti per rivelare la bellezza della sua forma strutturale.
Nel mondo nuovo nato dal primo dopoguerra  come esemplificato dall’architetto svizzero Le Corbusier, lo stile internazionale consisteva in uno stile architettonico funzionale, attraverso il quale lo scopo detta la forma.
Privo di ornamenti, l’esterno di molti di questi edifici presenta un design geometrico, unità modulari e linee pulite.
Lo stile ha trasformato le città dell’America Latina, come Città del Messico e Brasilia, in metropoli moderne.

Lo stile internazionale a Città del Messico

In Messico, Juan O’Gorman ha progettato progetti abitativi per accogliere la rapida urbanizzazione di Città del Messico, nonché residenze private, tra cui la casa e lo studio degli artisti Diego Rivera e Frida Kahlo  nel 1932
Le ampie finestre e le unità modulari di pannelli quadrati di vetro sono caratteristiche tipiche dell’International Style, senza tralasciare altamente funzionali nel contesto degli studi di artisti.
Juan O’Gorman, Casa e studio di Diego Rivera e Frida Kahlo (compresa la Casa Azul), 1931-1932, Città del Messico, Messico (foto: Jay Galvin, CC BY 2.0)

Una caratteristica importante della casa era il ponte sul tetto, che collegava la casa rossa più grande che apparteneva a Rivera con la casa blu più piccola che apparteneva a Kahlo (e si riferisce a La Casa Azul , “La casa blu”, in cui è cresciuta Coyoacán).

L’orizzontalità delle ringhiere del ponte, parallela a quella dei vetri delle finestre, era una caratteristica tipica dell’International Style, così come lo erano i pilotis (o pilastri) di sostegno al piano terra, che elevavano la casa e fornivano spazio per il parcheggio, come esemplificato in la Villa Savoye (1931) di Le Corbusier.

 

La popolazione di Città del Messico è cresciuta rapidamente tra il 1940 e il 1960, passando da 1,7 milioni a 5,4 milioni di persone. Per accogliere questa popolazione in esplosione, sono sorti complessi residenziali, come Satellite City, in tutta Città del Messico.
Progettato da Mario Pani, che ha anche progettato il campus dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), questa enclave urbana autosufficiente si rivolge principalmente alla classe media.

 

Modernismo tropicale

Vista del centro civico di Brasilia, Brasile (foto: Jason Rosenberg, CC BY 2.0)

Forse i più grandi monumenti dello stile internazionale in America Latina possono essere visti a Brasilia.

Il Piano è firmato da Lucio Costa

Nel 1925 sottoscrive il manifesto dell’architettura nazionale. Nel 1929 collabora con Le Corbusier al progetto dell’Università di Rio de Janeiro.

Divenne direttore della Scuola di belle arti di Rio, dove tentò di trasformare i metodi d’insegnamento, ma, nonostante l’appoggio degli studenti, la sua opera innovatrice durò solo un anno (1930-31).

Firmò il piano urbanistico di Brasilia (1956) collaborando con Oscar Niemeyer, autore delle architetture della nuova capitale sudamericana, e progettò la Casa del Brasile alla Città universitaria di Parigi (1959) in collaborazione con Le Corbusier.

Lúcio Costa,  sosteneva una sintesi di Modernismo e Brasilidade (” brasilismo “), un “modernismo tropicale”, che presentava una visione di un paese industrialmente moderno, ma esotico.

La capitale del Brasile moderno è stata creata tra il 1956 e il 1960 dal famoso architetto brasiliano Oscar Niemeyer.

Niemeyer incontrò Le Corbusier per la prima volta nel 1929, quando l’architetto francese si recò a Rio de Janeiro come parte del suo primo viaggio in Sud America, che includeva anche visite in Argentina e Uruguay.

Trasformando le orizzontali e le verticali di Le Corbusier in ampie curve e guglie, Niemeyer ha articolato una visione architettonica unica e moderna per il Brasile.
 Come i muralisti messicani , Niemeyer è stato autorizzato dal governo, che lo ha inondato di commissioni per progetti architettonici in città emergenti come Pampulha e Brasilia.

Brasilia

Lúcio Costa, Piano pilota, 1957, Brasilia, Brasile

Costruita letteralmente da zero, Brasilia doveva mostrare la modernità di un paese di recente industrializzazione, come riassunto dal suo slogan “cinquant’anni di progresso in cinque”. L

‘urbanistica fu affidata a Lúcio Costa, mentre lo sviluppo degli edifici governativi, religiosi e domestici fu affidato a Niemeyer. Il progetto di Costa, denominato Piano Pilota, separava gli spazi civici da quelli destinati alla vita residenziale.

Gli spazi civici sono disposti su un asse “x”, mentre sono stati costruiti blocchi di unità abitative per 500.000 persone su un asse “y” per la città.

Oscar Niemeyer, Congresso Nazionale, Brasilia, Brasile (foto: Mario Roberto Duran Ortiz, pubblico dominio)

Presso il centro civico, noto come Piazza dei Tre Poteri, Niemeyer ha situato gli edifici legislativo, esecutivo e giudiziario l’uno vicino all’altro. Il Congresso Nazionale, che ospita il ramo legislativo, consisteva in una struttura a un piano sormontata da due semicerchi opposti, una cupola, che segnava il Senato, e una ciotola, la Camera dei Deputati. Mentre l’orizzontalità del Congresso Nazionale contrasta con la curvatura della conca e della cupola, si interseca anche con la verticalità dei due edifici amministrativi, posti ben in vista alle sue spalle. Un potente gioco di forme e linee, Niemeyer drammatizza ulteriormente il layout aggiungendo rampe su cui i visitatori possono avvicinarsi alla cupola e alla ciotola non solo a livello stradale, ma anche dal tetto.

Pampulha

Oscar Niemeyer, Chiesa di San Francesco d’Assisi, completata nel 1943, Belo Horizonte, Minas Gerais nella regione di Pampulha (foto: Edgar Jiménez, CC BY-SA 2.0)

Pampulha è stata fondata come una comunità turistica vicino al lago con lo stesso nome.

Pampulha fungeva da meta di vacanza per i residenti della città circostante di Belo Horizonte e di Brasilia. Tra i tanti edifici progettati da Niemeyer, la Chiesa di San Francesco d’Assisi dimostra il suo iconico uso delle curve, reso possibile dal cemento armato.

Niemeyer stava costruendo le forme curvilinee che caratterizzavano lo stile barocco brasiliano di secoli prima, in particolare il lavoro di Antonio Francisco Lisboa, che progettò la chiesa di São Francisco de Assis a Ouro Prêto.

Le curve riecheggiano anche la topografia del Brasile, e Niemeyer ha drammatizzato ulteriormente la sua struttura avendo l’intero piano della chiesa costituito da un’unica navata a volta. Ciò fornisce un’atmosfera intima per l’adorazione. Inoltre impedisce l’interruzione di forma tra parete e soffitto. Tuttavia, alcuni residenti di Pampulha si sono risentiti per la semplicità del design di Niemeyer. Candido Portinari, invece, che ha creato murales basati sulla vita di San Francesco sia per l’interno che per l’esterno della chiesa, ha beneficiato del design curvo di Niemeyer, che ha fornito una superficie ideale per i suoi murales.

 

IV Cose positive e negative della Bauhause

 

Nel 1930, Frank Lloyd Wright scrisse: “Le case umane non dovrebbero essere come scatole, illuminate dal sole, né dovremmo oltraggiare la Macchina cercando di rendere le abitazioni troppo complementari alle Macchine”. 

Nel famoso saggio del 1953 di Elizabeth Gordon , “The Threat to the Next America”, ha criticato lo stile come non pratico, citando molti casi in cui le “case di vetro” erano troppo calde in estate e troppo fredde in inverno, vuote, portano via gli spazi privati, mancano di bellezza e generalmente non sono vivibili. Inoltre, ha accusato i sostenitori di questo stile di togliere il senso di bellezza alle persone e quindi di spingere segretamente per una società totalitaria. 

Nel 1966, l’architetto Robert Venturi pubblicò Complexity and Contradiction in Architecture , essenzialmente una critica lungo un libro dello stile internazionale. Lo storico dell’architettura Vincent Scully considerava il libro di Venturi “probabilmente lo scritto più importante sulla realizzazione dell’architettura dai tempi di Vers une Architecture di Le Corbusier” . 

Altri furono Robert Venturi con il suo saggio Imparare da Las Vegas

Ha contribuito a definire il postmodernismo.

Maledetti Architetti. Dal Bauhaus alla nostra casa.

From Bauhaus to Our House è un racconto del 1981 dell’architettura moderna , scritto da Tom Wolf.

L’autore americano di successo Tom Wolfe ha scritto una critica lunga un libro, From Bauhaus to Our House , che ritrae lo stile come elitario.

Si dice che uno dei punti di forza dell’International Style fosse che le soluzioni di design erano indifferenti alla posizione, al sito e al clima; le soluzioni dovevano essere universalmente applicabili; lo stile non faceva alcun riferimento alla storia locale o al vernacolo nazionale. Questo è stato presto identificato come uno dei principali punti deboli dello stile.

Nel 1975 Wolfe fece la sua prima incursione nella critica d’arte con The Painted Word , in cui sosteneva che la teoria dell’arte era diventata troppo pervasiva perché il mondo dell’arte era controllato da una piccola rete elitaria di ricchi collezionisti, commercianti e critici. I critici d’arte erano, a loro volta, molto critici nei confronti del libro di Wolfe, sostenendo che era un filisteo che non sapeva nulla di ciò che scriveva. 

Dopo The Painted Word , Wolfe pubblicò una raccolta dei suoi saggi, Mauve Gloves & Madmen, Clutter & Vine (1976), e la sua storia dei primi anni del programma spaziale, The Right Stuff (1979).

Imperterrito dalla risposta critica ostile a The Painted Word , e forse anche incoraggiato dall’entusiasmo suscitato dal libro, Wolfe iniziò a scrivere una critica dell’architettura moderna.

From Bauhaus to Our House è stato estratto da Harper’s Magazine e pubblicato dall’editore di lunga data di Wolfe Farrar, Straus & Giroux nel 1981.

Wolfe preferisce stylings decorati, come ad esempio in Louis Sullivan ‘s Bayard edifici (a sinistra), alle scatole disadorne di vetro e acciaio, come Mies van der Rohe ‘ s IBM Plaza .

Wolfe espone senza mezzi termini la sua tesi nell’introduzione a From Bauhaus to Our House con un riff della canzone patriottica ” America the Beautiful ”

Oh bello, per i cieli spaziosi, per le onde ambrate di grano, c’è mai stato un altro posto sulla terra dove così tante persone ricche e potenti hanno pagato e sopportato così tanta architettura che detestavano come all’interno dei tuoi benedetti confini oggi?

Wolfe critica le tendenze dell’architettura moderna per evitare qualsiasi ornamento esterno.

Wolfe lodò architetti come Louis Sullivan che, dalla fine del XIX secolo fino alla sua morte nel 1924, costruì una serie di edifici decorati.

Wolfe rivolse le sue critiche allo stile internazionale e all’architettura moderna esemplificati da architetti come Ludwig Mies van der Rohe , Le Corbusier e Walter Gropius .

Wolfe credeva che gli edifici dello stile internazionale e dell’architettura moderna potessero essere a malapena apprezzati da coloro che dovevano lavorarci.

La critica di Wolfe, tuttavia, non era puramente estetica.

Come in The Painted Word, Wolfe era critico nei confronti di ciò che vedeva come un’eccessiva adesione alla teoria.

Wolfe descrisse l’architettura come basata su una filosofia politica che era inapplicabile all’America, sostenendo, ad esempio, che era sciocco modellare le scuole americane su “appartamenti dei lavoratori” per il proletariato.

Aveva notato che Internazionale socialista si sposava molto con lìiNtern

Il mondo dell’architettura – come un mondo dell’arte dominato dalla critica e un mondo della letteratura dominato da programmi di scrittura creativa – produceva edifici che non piacevano a nessuno.

Molti architetti, secondo Wolfe, non avevano un obiettivo particolare se non quello di essere i più all’avanguardia.

Fu molto criticato anche Lui

Tuttavia 

Alcuni critici hanno ammesso che Wolfe aveva ragione sul fatto che molte persone non apprezzassero gli edifici. Blake Morrison , scrivendo sul Times Literary Supplement ha osservato che forse alcune persone hanno provato una tale ostilità nei confronti dell’architettura perché è “una galleria dalla quale non possiamo uscire, un libro che non possiamo chiudere e l’arte che non possiamo nemmeno torna indietro perché è lì di fronte a noi dall’altra parte della strada “.

Altri hanno notato che, indipendentemente dal fatto che Wolfe avesse ragione o torto, l’architettura si stava già spostando dall’architettura moderna all’architettura postmoderna . Molte delle lamentele avanzate da Wolfe contro l’architettura moderna, in particolare l’austera boxiness ( scatolare) degli edifici, non erano più un aspetto dell’architettura postmoderna.

L’intellettuale conservatore Roger Scruton scrisse sulla  la pervasività di edifici usa e getta, edifici senza luogo, edifici dimenticabili e edifici non amabili come il naturale prodotto finale di qualsiasi teoria dell’architettura che non sia basata principalmente sugli esseri umani;”

Internazionalismo prevarica il Genius Loci

 

V Frasi per analisi…..bisogno del popolo e non del lusso

L’architetto svizzero Hannes Meyer  diventato il nuovo direttore, che non solo diede il motto al  Bauhaus

“Le esigenze delle persone invece di quelle del lusso”.

Nel 1929 il concetto di popolo aveva diverse declinazioni di come veniva percepito dalle varie ideologie politiche e culturali. .

  • Come lo concepiva il comunismo
  • Come lo concepiva i nazismo
  • Come lo concepiva il fascismo
  • Come veniva percepito nel mondo anglosassone nel pieno della recessione economica del 1939.
  • Come poi lo ha concepito il vero vincitore del rapporto Design e Popolo.

Nel campo del design non noto differenze tra popolo, concetto di popolo e design.

Sfido chiunque a trovare una  distinzione formale nel design tra i vari mondi.

Ogni tipologia di forma andava bene per ogni visione di popolo, poiché l’industrial design presupponeva si il concetto ” la macchina del popolo” ” il design del popolo”.

Analizziamo i principi del Industrial design.

Si fondono con i principi della produzione in serie: di un oggetto si pensano contemporaneamente l’aspetto estetico, le funzioni d’uso e le caratteristiche costruttive, collegando questi aspetti in una logica tipicamente moderna e razionalistica.

Il designer diventa il controllore creativo di tutto il processo, lavorando a favore di una fruizione il più possibile allargata e quindi democratica del prodotto.

Fondamentale, in tal senso, il contributo del Bauhaus, fucina di idee-guida e promotrice di una funzione etica del designer nella società.

Ma anche dalla capacità industriale dell’industria stessa.

La capacità di tornire, stampare, dalla disposizione delle  leghe utilizzate, di tagliare, di produrre.

Negli USA

Lo Streamline) indica il movimento di progettazione più significativo nell’ambito della cultura tecnica statunitense. Le linee che caratterizzano lo Streamlining sono originate dagli studi che si sviluppano a partire dagli anni venti, anche grazie all’invenzione della galleria del vento, sul Cx. Tale movimento deve il suo nome alla ricerca delle forme aerodinamiche.

Lo streamlining fu utilizzato per la prima volta agli inizi del XX secolo per migliorare le prestazioni di aerei, locomotive, automobili, alle alte velocità.

Negli anni trenta molti designer industriali usarono lo streamlining, più che per ragioni di funzionalità, per dare agli oggetti forme più eleganti e seducenti che allettassero maggiormente il consumatore.

Successivamente al crollo della borsa di Wall Street i produttori americani preferirono migliorare o riprogettare i prodotti già esistenti sul mercato in modo da farli sembrare nuovi.

Molti designer utilizzarono la bachelite per la realizzazione dei loro progetti, un materiale plastico termoindurente molto adatto allo stampaggio di forme affusolate.

Nel 1934 il frigorifero Coldspot divenne il primo oggetto ad essere commercializzato più per il suo aspetto estetico che per le sue prestazioni.

Nello stesso anno esce uno degli oggetti di design industriale più significativi della storia dell’automobile: la Chrysler Airflow (ZSB), per la realizzazione della quale la Chrysler fece costruire una galleria del vento aziendale, sotto supervisione di Orville Wright.

 

 

Heavily retouched promotional portrait of the Chrysler Airflow, 1934. (Photo by PhotoQuest/Getty Images)

In Italia

Nel 1936 abbiamo la 500 topolino

Nella Germania nazista

Abbiamo l’automobile del  nel 1936, “Volkswagen Maggiolino”.

Nell’impero Sovietico

Il ciclogramma del lavoro con lo scalpello.

Vladimir Tatlin

 

Non credo agli slogan legato architettura e popolo ma solo alla bellezza dell’architettura

bisogno del popolo e non del lusso, con questa massima la storia del design ha prodotto

ha prodotto ikea

ha prodotto il brutto oggettivizzato o collettivizzato

 

VI  Frasi per analisi……form follows funtion

 

Il movimento moderno ha prodotto frasi celebri.

La forma segue la funzione che era massima di Sullivan

Famoso per i suoi motti “il meno è più” (less is more) e “Dio è nei dettagli” (God is in the details) di Mies Van de Rohe.

La forma segue la funzione, ha prodotta molta architettura brutta nel mondo.

Il problema non sono i maestri  ma i manieristi, ovvero quelli che producono architettura alla maniera di…e di divulgatori, storici e critici dell’architettura.

“Il meno è più” (less is more) di Mies Van de Rohe nel suo grattacielo a  Seagram Building o il Lake Shore Drive non lo applico, rimise fuori dell’inutile HEA  forse anche per lui era troppo una facciata piatta e scatolare.

 

Il problema non sono i maestri  ma i manieristi, ovvero quelli che producono architettura alla maniera di…, magari coadiuvati da intellettuali, critici e ideologie politiche e magari da hollywood.

Come il film “La fonte meravigliosa” del 1949

Howard Roark, un geniale architetto dalle grandi idee moderne, vive e lavora a New York in un periodo dove tutti gli edifici in costruzione, come i grattacieli, somigliano a templi greci o a cattedrali gotiche. Dopo essergli stata affidata la costruzione di un grattacielo dove però le sue idee cozzano contro la committenza, che in fase di attuazione gli rovina il suo progetto originale, si riduce a lavorare in una cava di marmi pur di non scendere a compromessi.

La film poi prosegue con il suicidio dei nemici dell’architettura moderna, e la vittoria dell’architettura scatolare senza fronzoli.

 

 

Mio Zio un film francese del 1958

 

 

 

NOTE: 

Qui incontra la figlia del proprietario della miniera, Dominique, e tra i due scoppia un grande amore. L’integrità nei suoi ideali, la sua moralità e la scelta di costruire solo per chi comprende le sue idee e la natura dei suoi lavori integri nel loro essere, lo portano ad essere accusato di offendere l’arte e l’incolumità pubblica. Abbandonato da Dominique, che torna a New York e si sposa con il suo editore, dopo duri sacrifici riesce ad affermare le sue idee architettoniche.

Tempo dopo il marito Wynand, direttore dell’editoriale The Banner che tanto contribuì alla sua rovina, lo apprezzerà diventandone amico, e gli affiderà il compito di disegnare una casa che sia un tempio dedicato a sua moglie. Peter, un vecchio amico architetto in difficoltà con il progetto delle case popolari, chiede aiuto proprio ad Howard che rinuncia a figurare come autore ma pone una sola condizione: il progetto non dovrà essere modificato. Concluso l’accordo parte in crociera con Wynand.

Tornato a New York scopre che il suo progetto è stato rimaneggiato e decide freddamente di far saltare l’edificio a suo dire rovinato. Peter viene costretto a rivelare la verità sull’autore del progetto così Howard viene scoperto e citato in giudizio. Durante il processo Dominique e suo marito mettono al suo servizio i giornali dell’editore, uniche voci a difesa della libertà di espressione anche architettonica. Ma durante il processo, Wynland cede alle pressioni colpevoliste di Roark e lo attacca.

L’architetto invece viene assolto. Il marito di Dominique per la vergogna fugge dal tribunale; poi lo chiama, gli affida la costruzione di un grande edificio in sua memoria, estrae dal cassetto la pistola, e si suicida.

Nella scena finale del film Dominique, ormai ufficialmente signora Roark, si reca al cantiere dell’Edificio Wynand e raggiunge il marito che l’attende guardandola (e guardando metaforicamente tutti coloro che nella sua vita l’hanno ostacolato) dalla sommità del grattacielo più alto della città, dall’alto in basso.